Il mondo delle Start Up dalla A alla Z

ACCELERATORE

L’acceleratore d’impresa è un programma che si pone come obiettivo l’accelerazione dello sviluppo di una start up o di un’impresa nella fase di “early stage”, favorendone l’incontro con gli investitori. Tipicamente i programmi di accelerazione offrono dei servizi professionali di consulenza strategica e di mentorship, volti al supporto di idee imprenditoriali e al loro lancio sul mercato.

 

BUDGET

I Budgets sono i documenti sintetici del processo di programmazione dell'impresa. Essi esprimono la quantificazione economica degli elementi che costituiscono oggetto di indagine della programmazione (esempio: Budget di prodotto/servizio, Budget di un centro di costo/ricavo, Budget di un'attività, ecc.). I Budgets costituiscono pertanto la base di un processo di previsione che solitamente investe l'arco massimo di un anno solare (esercizio) e lo strumento di monitoraggio di alcuni elementi di indagine dell'impresa da analizzare e tenere sotto controllo (da qui l'uso del termine "controllo di gestione"). I Budget possono anche essere aggregati in maniera scalare fino a formare, nella versione più macro, il Budget economico che equivale ad una sorta di Conto Economico del futuro esercizio dell'impresa.

In breve alcuni elementi caratterizzanti il Budget:

Tempo: non superiore ad un anno di previsione (futuro esercizio), diviso per mesi o al massimo trimestri.

Strumento: di controllo della gestione aziendale divisa per oggetti di indagine (prodotto/servizio, centro di costo/ricavo, attività, area funzionale, ecc.).

Documento di sintesi del processo di Programmazione Aziendale

Soggetti proponenti: coloro che governano e sono responsabili degli oggetti di indagine (es. product manager, direttore commerciale, direttore di impianto, ecc.), per questa ragione si dice che il flusso di informazione dei budgets è di tipo "bottom up".

 

BUSINESS ANGEL

Manager o professionisti, che sviluppano un interesse nei confronti di una start up e decidono di mettere a sua disposizione, oltre che delle risorse finanziare (sotto forma di equity o Financial debts), le loro competenze, conoscenze, esperienze, nonché la loro rete di contatti nel mondo degli affari, con il fine di ricavare un ritorno sull’investimento. 

 

BUSINESS COACH

Il business coach è una figura che, attraverso attività di coaching (dall’inglese to coach che significa “allenare”),  supporta imprenditori, aspiranti imprenditori, manager o professionisti nel miglioramento delle performance. In particolare, un coach aiuta a definire gli obiettivi aziendali o professionali e le strategie più idonee per raggiungerli.  

 

BUSINESS MODEL

Il business model è il modello che racchiude il complesso di soluzioni organizzative e strategiche che definiscono un’azienda e il suo modo di operare e di acquisire vantaggio competitivo. In sintesi, esso descrive il funzionamento del business di un’impresa, ovvero le modalità di sviluppo dell'idea, la crescita, l'organizzazione delle risorse (interne e esterne), le modalità di recupero degli investimenti iniziali e le leve da esercitare per una penetrazione nei nuovi mercati.

 

BUSINESS PLAN

Il business plan (piano economico-finanziario) è un documento che racchiude tutte le caratteristiche e i contenuti di un progetto imprenditoriale (idea di business), sostenendone la fattibilità e tracciando le linee guida utili per la pianificazione e gestione aziendale. Il business plan è di fondamentale importanza nei processi di comunicazione con i potenziali investitori e finanziatori in quanto con esso  si cerca di individuare alcune componenti che sono fondamentali per quest'ultimi soggetti, in particolare:

a) gli obiettivi economici di medio-lungo termine (ricavi e costi);

b) gli investimenti durevoli (fissi) e non durevoli (circolante) per conseguire gli obiettivi;

c) i fabbisogni finanziari

b) la copertura dei fabbisogni finanziari (nelle combinazioni di equity e loan) ottimali per conseguire gli obiettivi.

In breve alcuni elementi caratterizzanti il Business Plan:

Tempo: superiore ad un anno di previsione, generalmente dal 3°/5° anno le previsioni entrano a regime.

Strumento: di previsione di medio/lungo periodo.

Documento di sintesi del processo di Pianificazione Aziendale

Soggetti proponenti: La proprietà ed eventuale suo management, per questa ragione si dice che il flusso di informazione dei Business Plan è di tipo "top-down".

 

EQUITY CROWDFUNDING

Il crowdfunding (unione dei due termini inglesi crowd (folla) e funding (finanziamento) è una tipologia di finanziamento collettivo basato su una raccolta di fondi da parte di persone, o gruppi di persone, interessate a sostenere organizzazioni o specifici progetti. Tale raccolta avviene tipicamente nel web; con questo strumento si è spesso in grado di raccogliere ingenti somme di denaro per la realizzazione di svariate iniziative. Nello specifico, l’equity crowdfunding rappresenta l’acquisto di un titolo di partecipazione in una società tramite un investimento online. In Italia, l’equity crowdfunding è disciplinato dal Decreto Legge n. 179 del 18 ottobre 2012 e dal Regolamento Consob in materia di “Raccolta di capitali di rischio tramite portali on-line”.

 

IDEA IMPRENDITORIALE

L’idea imprenditoriale è quell’intuizione che sta alla base di un progetto imprenditoriale. Generalmente un’idea di business nasce dalla percezione di un bisogno da parte di alcuni soggetti, che poi rappresenteranno i potenziali clienti dei prodotti/servizi offerti con l’attività d’impresa alla cui base risiede l’idea. La nascita di un’idea imprenditoriale si fonda sull’osservazione attenta del mercato di riferimento (per sondarne l’attrattività) e dei potenziali competitors (per verificare il grado di competitività); mentre il suo potenziale successo risiede nel grado di innovazione, realizzabilità e redditività.

 

INCUBATORE

La Legge 221 del 9 Dicembre 2012 definisce l'incubatore di start up come una società di capitali, costituita anche in forma cooperativa, che sostiene la nascita e lo sviluppo di start up innovative mettendo a loro disposizione attrezzature e spazi fisici per svolgere le attività legate al loro business.

L’incubatore collabora con università, centri di ricerca, istituzioni pubbliche e partner finanziari e offre competenze in materia di impresa e innovazione e servizi di consulenza manageriale.

 

MENTOR

Il mentor è la figura di riferimento per gli start upper, soprattutto nelle fasi di strutturazione del business plan della loro idea.

Il mentor instaura con il proprio “allievo” (mentee) una relazione bidirezionale al fine di favorire in quest’ultimo lo sviluppo di determinate competenze attraverso la trasmissione e condivisione di esperienze e consigli; il mentee a sua volta, grazie al suo progetto imprenditoriale, fornisce al mentor l’opportunità di prendere parte ad un processo di innovazione; è proprio questa logica, di dare-avere, a differenziare un mentor da un teacher, infatti, nel caso di quest’ultimo, il passaggio di informazioni è unidirezionale, con una relazione docente-allievo a una via, ed è improntato esclusivamente all’insegnamento e alla comprensione di un determinato argomento. 

 

OPEN INNOVATION

L’open innovation considera l’apertura la chiave per innovazione. L’espressione “open innovation” è stata utilizzata per la prima volta da Henry Chesbrough che nel suo saggio “The era of open innovation” dichiara:

«L’open innovation è un paradigma che afferma che le imprese possono e debbono fare ricorso ad idee esterne, così come a quelle interne, ed accedere con percorsi interni ed esterni ai mercati se vogliono progredire nelle loro competenze tecnologiche» (Henry Chesbrough, 2003).

Secondo tale modello, il “fare impresa” deve coinvolgere idee, risorse e competenze IT esterne, ma soprattutto una molteplicità di altri attori quali altre imprese, start up, centri di ricerca, università, società di consulenza. Ed è proprio la collaborazione sinergica di tutte queste figure l’input più efficace per l’innovazione.

 

PMI INNOVATIVA

Con l’espressione “PMI Innovativa” si indicano tutte le piccole e medie imprese che operano nel campo dell’innovazione tecnologica o che in generale, hanno deciso di innovare i propri processi lavorativi.

Il termine nasce con il Decreto Legge n. 3 del 24 Gennaio 2015 che definisce i criteri per valutare il contenuto innovativo dell’impresa; nello specifico, un’impresa si definisce “innovativa” se possiede almeno due dei seguenti aspetti:

1) impiega personale altamente qualificato (dottorandi o dottori di ricerca presso università italiane o straniere, ricercatori presso istituti pubblici o privati italiani o esteri) in una quota, pari ad almeno 1/5 della forza lavoro complessiva; oppure personale in possesso di una laurea magistrale  in una quota almeno pari a 1/3 della forza lavoro complessiva;

2) è titolare, depositaria o licenziataria di almeno un brevetto o titolare di un software registrato;

3) il volume di spesa in R&S e innovazione è pari ad almeno il 3% della maggiore entità fra costo e valore totale della produzione;

 

PRIVATE EQUITY

Il private equity è una forma di investimento di medio-lungo termine in imprese non quotate ad alto potenziale di sviluppo e crescita, che consiste nell’acquisizione di una quota di partecipazione al capitale di una società. In tale contesto sono di fatto le start up e le PMI innovative ad essere il principale “terreno di caccia” degli investitori. Tipicamente questa tipologia di investimento è effettuato da investitori istituzionali con l’obiettivo di ottenere un consistente guadagno in conto capitale.

Altro fondamentale aspetto di questo particolare investimento è che esso non è rappresentato unicamente dall’apporto di capitale di rischio, ma anche da una serie di servizi utili alla realizzazione stessa dell’idea imprenditoriale, quali la ricerca di ottimali strumenti finanziari di copertura dei fabbisogni nascenti e la consulenza professionale e strategica dello stesso investitore nell’ambito delle attività della società.

Tipicamente l'ingresso di un private equiter implica anche la riorganizzazione esistente dell'impresa e modifiche nella governance (esempio: passaggio da Amministratore unico a Consiglio di amministrazione con un membro della società di private)

 

REGISTRO DELLE IMPRESE

La legge italiana impone a tutte le imprese l’iscrizione al Registro Pubblico delle Imprese, tenuto dalle Camere di Commercio.

Il Registro Imprese rappresenta l’archivio di tutte le imprese (di qualsiasi forma giuridica e settore di attività economica, con sede o unità locali sul territorio italiano) corredato dai dati di ciascuna di esse  (costituzione, modifica, cessazione); esso comprende una Sezione Ordinaria e diverse Sezioni Speciali.  

 

START UP

Una Start Up è una nuova impresa di carattere innovativo orientata ad una rapida crescita. Di derivazione anglosassone, il termine Start Up significa «partire, mettersi in moto» e fa riferimento alla fase di avvio iniziale delle attività di un’impresa che si è appena costituita, oppure di un’impresa che si è da poco quotata in borsa. Il successo di una Start Up poggia sui vantaggi che derivano proprio dalla recente entrata nel mercato ossia il ridotto utilizzo di risorse sia umane che finanziarie.

 

VENTURE CAPITAL

Quando si parla di venture capital si fa riferimento ad una forma di investimento ad alto rischio rivolto principalmente all’avvio di nuove imprese ad elevato potenziale di crescita; coloro che gestiscono i fondi di venture capital sono chiamati venture capitalist, il cui obiettivo è ricavare un guadagno elevato in seguito al collocamento della società in borsa o alla fusione o acquisizione da un’altra società.

 

Z-SCORE

Lo Z-Score è un indice di analisi che consente di determinare le probabilità di fallimento di una società, ed è oggi ritenuto lo strumento cardine in materia di previsione e prevenzione delle crisi d’impresa. Tale indice è rilevante poiché mostra agli investitori un’istantanea della salute finanziaria di un’azienda; esso è dotato di un elevato tasso di affidabilità, con una percentuale di errore compresa tra il 15% ed il 25%.